
Il secondo romanzo di Luigi Mollo, suggestivo e affascinante sin dal titolo e dalla copertina, ci trasporta in uno spazio e in un tempo che sembrano essere lontani da noi. Folegandros che si specchia “nell’onde del greco mar” è una delle più belle isole delle Cicladi, dove ci si muove seguendo i ritmi dettati da una natura ancora incontaminata, in cui gli elementi primordiali diventano i veri protagonisti di un viaggio interiore che ciascuno può intraprendere con l’immaginazione o, perché no, anche realmente per ritrovare un po’ del sé smarrito nel caos dell’abitudinarietà.
In questa terra mitica prenderanno vita i personaggi nati dalla penna dell’Autore che, attraverso una storia dai contorni del giallo, ci farà penetrare nelle loro vite. Li conosceremo percorrendo l’isola da un capo all’altro insieme al protagonista, un ex investigatore, Navas Garcia. Andremo su e giù per i crinali rocciosi sferzati dal vento o per i vicoli stretti, dove la luce imbianca ancor di più chiesette e case ornate da gerani e bouganville profumate; ci fermeremo in una locanda della Chora, il pittoresco borgo, cuore dell’isola; sosteremo al porto e nel piccolo villaggio rurale di Ano Maria per ascoltarne i silenzi.
Navas arriva a Folegandros su richiesta di suo fratello Amedeo per scoprire i motivi e i segreti della scomparsa della nipote Paloma. Donna dal carattere forte e bislacco, ricca, con virate verso una vita borderline, in cerca di un rifugio esistenziale nel mondo dei clochard, Paloma campeggia nella narrazione per, e nonostante, la sua assenza nello spazio.
Come da copione conosceremo il marito della vittima, il medico legale e due donne Sarah e Katharine, amiche o nemiche di Paloma? Tra i tanti personaggi che ruotano intorno a Navas particolarmente suggestiva mi è parsa la figura del vecchio Arkaikos, ex professore, poi clochard per scelta. A lui l’autore affida il ruolo del saggio, che cerca con discrezione di proteggere Paloma da insidie e passi falsi.
Il nostro Navas non avrà certo gioco facile tra indizi, colpi di scena, omicidi, suicidi, ricerche in altri luoghi lontani dall’isola e personaggi ambigui che depisteranno le sue indagini e metteranno persino a rischio la sua stessa vita.
Dosando sapientemente la parola, l’Autore crea un equilibrio armonico nella struttura narrativa. Adotta una prosa asciutta e veloce nei dialoghi, elegante, profonda e curata nelle lunghe sequenze in cui prevale l’introspezione, più lirica in quelle descrittive, quasi onirica nelle pagine del Controcanto, in cui dà voce a Paloma e a Jesus, il figlio di Navas.
In un finale per niente scontato il lettore scoprirà la verità o le verità che si celano dietro quella scomparsa? O ancor di più?
Inquietudini, solitudini, dolori, affetti rimossi o abbandonati, assenze insostituibili torneranno a galla in tutti e in ciascuno dei personaggi.
Insomma, un giallo “esistenziale” per leggere fuori e dentro di noi.
Luigi Mollo nasce a Napoli e vi rimane fino a poco dopo i suoi 20 anni. Laureato in Sociologia con specializzazione in Antropologia Culturale, si sposterà per lavoro e per passione in giro per l’Europa e oltreoceano. Ha vissuto per diversi anni a Singapore nel sud-est asiatico, dove ha potuto conoscere ed amare l’arte e la cultura delle regioni dell’Asia e del Pacifico. Rientrato in Italia negli ultimi anni si è dedicato alla scrittura, sia in poesia che in prosa. Ha pubblicato nel 2014 L’acqua, la Vita, il Sogno , un libro di viaggio e di riflessioni; nel 2018 Mariposa, racconti e poesie in lingua italiana e francese; ancora nel 2018 é uscita la sua raccolta di poesie Le parole della nostra vita. A febbraio 2021, per la LFA Publisher, è nato Folegandros, € 17,00, acquistabile nelle librerie e sui siti on-line.
Non potendo spostarsi, questo romanzo credo sia una bellissima possibilità di viaggiare.